- Porre fine all’austerità e alla crisi, con gli strumenti indicati nei 10punti del piano
- Avviare la trasformazione ecologica della produzione, per rispondere alla crisi ambientale e dare priorità alla qualità della vita, alla solidarietà, all’istruzione, alle fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo ecosostenibile
- Riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita
Laboratorio di riflessione politica e cantiere del Cambiamento. A Pisa e dintorni.
lunedì 14 aprile 2014
Il manifesto di Alexis Tsipras: 10 punti per Cambiare l'Europa
Appello pisano per L'altra Europa con Tsipras
Appello
Appare chiaro che le grandi forze politiche europee, e in ogni caso tutte quelle che ttualmente governano, non intendono in alcun modo rimettere in discussione queste scelte. Gli interessi dei paesi più forti, dei ceti privilegiati e della grande finanza sono anteposti alla coesione sociale e al benessere della collettività. E persino alla crescita economica, ormai chiaramente strangolata dalle politiche di austerità.
Per fermare il degrado economico, sociale e culturale in atto – e per avviare la costruzione di un’Europa diversa – servono almeno due condizioni: un programma chiaramente schierato dalla parte dei cittadini, dei beni comuni, dell’interesse collettivo e una rinascita della partecipazione popolare. Solo se tutti insieme torneremo ad occuparci dei problemi comuni, senza semplificazioni che conducono verso derive di estrema destra, potremo avere qualche possibilità di invertire la rotta.
La lista “L’altra Europa con Tsipras” nasce per affermare che esiste la possibilità di un’Europa che si fondi sulla solidarietà sociale, sull’inclusione dei soggetti più deboli, sull’equità fiscale, sulla salvaguardia dell’ambiente, sul riconoscimento dei diritti sociali e civili, su strutture di governo continentale realmente democratiche.
“L’altra Europa con Tsipras” intende rappresentare, a partire dai suoi dieci punti di programma, una proposta politica in cui chi vuole un’Europa diversa possa attivamente portare il suo contributo.
Come cittadine e cittadini della provincia di Pisa ci impegniamo in prima persona in questa importante sfida elettorale. Prima di tutto per portare al parlamento europeo la voce di chi è colpito dalla crisi e dalle politiche di austerità, e dei soggetti politici e associativi che in questi anni hanno lavorato per un’Europa giusta, sostenibile e solidale. Quindi per far conoscere a tutta la cittadinanza in che modo le politiche economiche europee assoggettate alla grande finanza devastano esistenze e tessuti sociali anche nella nostra provincia.
Chiediamo quindi di aderire a questo appello, di farlo circolare e soprattutto di partecipare attivamente alla campagna elettorale organizzandola nelle varie località della provincia, sui luoghi di lavoro, nelle istituzioni.
Paola Baroni
Paolo Benvenuti
Maurizio Bini
Sergio Bontempelli
Alberto Bozzi
Cinzia Bucchioni
Ettore Bucci
Marcello Buiatti
Alessandro Breccia
Giovanni Capuzzi
Roberto Cerretini
Simone Coduti
Cristina Cosci
Simone D’Alessandro
Lorenzo Di Bari
Emiliano Dovico
Ilaria Ferrara
Marcello Ferrari
Marco Frediani
Alessandro Frosini
Giorgio Gallo
Alessandro Garzella
Francesco Gesualdi
Simonetta Ghezzani
Silvia Giamberini
Corrada Giammarinaro
Lido Giampaoli
Francesco Giorgelli
Maria Rosaria Lacatena
Sandro Modafferi
Isabella Moretti
Tiziana Nadalutti
Michele Nassi
Vanna Niccolai
Tiziana Noce
Matteo Novaga
Luca Odetti
Fausto Pascali
Mario Pezzella
Luigi Piccioni
Martina Pignatti Morano
Adriano Prosperi
Matteo Pucciani
Massimo Ronchieri
Carmelo Scaramuzzino
Fabrizio Sebastiani
Bruno Settis
Renzo Ulivieri
Cristiana Vettori
Maria Francesca Zini
don Armando Zappolini
Alberto Zoratti
martedì 25 febbraio 2014
Una riflessione sul rimpasto di giunta in Toscana - Alberto Bozzi
venerdì 14 febbraio 2014
Europa 2014: la terra trema.
La terra trema. Non è il film di Luchino Visconti, ma la realtà quotidiana del nostro Paese. La terra trema per la rabbia sociale crescente. La terra trema perché di fronte alla richiesta incessante di chi si sente oggi più debole si risponde con l'attenzione della politica agli equilibrismi di Palazzo. La sinistra sorta dalle ceneri dei congressi persi dopo la disfatta del 2008 è oggi presente nel parlamento, negli enti locali. Porta in dote esperienze di buona amministrazione, esperimenti di alternativa governante. Porta con sé alcune tare da scontare: la voglia di sopravvivere di un certo ceto politico, la tendenza a dileguarsi. Tuttavia, questa sinistra di governo del cambiamento è ancora in campo.
Se vuole consegnare un futuro carico di speranza, deve adempiere con pienezza al ruolo di lievito della sinistra sociale. Di quei pezzi che vanno ricomposti, di quelle energie sane e positive esterne ai partiti che, tuttavia, hanno la consapevolezza del ruolo di queste organizzazioni e non ricorrono allo snobismo o ai cenacoli filosofici per imporre la propria attenzione.
I rischi connessi all'operazione della lista unitaria di Altra Europa per Alexis Tsipras sono alti e abbiamo imparato a conoscerli: recrudescenza di nicchie identitarie sventolate con rancore verso chi ha provato la strada del governo, ostruzionismo silenzioso di chi non ha neanche l'intenzione di porsi a un tavolo per chiedere di aprire le porte e fare entrare aria fresca. Non l'aria putrida dei giovanilismi, di una supposta "società civile", ma le ansie e le speranze di coloro che hanno combattuto e combattono per un cambiamento reale.
Senza mai stancarsi di dialogare e confrontarsi. Scegliendo le pratiche che uniscono, scorporando e distruggendo quelle che dividono.
Nella nostra città, a Pisa, le molte sinistre per cui le Europee rappresentano un'ultima possibile opportunità costituente portano i nomi dei molteplici astenuti, degli iscritti e simpatizzanti di Sinistra Ecologia e Libertà, dei membri di Una Città in Comune - PRC, delle associazioni culturali e impegnate nel sociale come nelle lotte per uno sviluppo ecosostenibile e per i beni comuni, degli studenti medi e universitari che hanno animato con costanza e raziocinio il fantastico ciclo di lotte del 2008-2011. Tanti sono i limiti, ma tante pure le potenzialità. Non nascondiamo con ipocrisia le differenze, ma auspichiamo un salto di qualità nella riflessione politica.
Le elezioni europee e la prospettiva di lista unitaria per Tsipras offrono uno spazio di agibilità che può esprimere un avanzamento condiviso.
Se ci sarà condivisione delle pratiche operative di minima, delle forme di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, della piattaforma programmatica da elaborare insieme.
Se sarà solo l'ennesima rivalsa fra gruppi di persone o se metteremo solo la polvere sotto il tappeto per il tempo da qui a maggio, avremo perso in partenza e sarebbe onesto saltare un giro. Ma l'occasione è importante e può costituire uno snodo storico.
Per far questo, è essenziale che forze politiche, energie sociali e soggettività in fermento si parlino, espongano un progetto condiviso in ogni quartiere.
È compito di chi vive l'esperienza di SEL far sì che di questa partita la nostra comunità sia vera protagonista: forte nelle proposte e nel contenuto, radicale nella prospettiva di cambiamento, propositiva e innovativa nelle pratiche. Ha questo senso, per noi, l'ordine del giorno congressuale che dichiara la prospettiva del socialismo europeo attraverso il sostegno alla candidatura di Alexis Tsipras.
Ci mettiamo a disposizione di questa discussione anzitutto nella nostra comunità politica, perché si faccia foriera di questo bisogno in ogni luogo e in ogni momento di qui al 25 maggio. Invitiamo tutte e tutti coloro che hanno a cuore i medesimi intenti di mobilitarsi e far sì che, nei propri luoghi e a seconda del proprio contesto, questa prospettiva sia resa praticabile della lista di Altra Europa, potenziale nucleo costituente di un vasto campo di forze capaci di immaginare e concretare l'alternativa governante.
venerdì 24 gennaio 2014
CTP 6: "Mai più guerra". L'intervento di Mauro Stampacchia.
giovedì 23 gennaio 2014
LA SINISTRA CHE VINCE E CHE NON HA PAURA. Verso le elezioni europee 2014, #consultazionediretta!
- è utile e importante una collocazione politica europea per SEL? Se si, quale?
- è utile e importante la scelta di una candidatura alla testa della Commissione UE? Se si, chi?
- quali sono le priorità politiche che SEL dovrà portare al Parlamento Europeo?
Andrea Bellotti
Matteo Pucciani
venerdì 10 gennaio 2014
Renzellum: verso una legge elettorale eversiva di Andrea Binetti
Tre, ufficialmente, le proposte del segretario del PD tra le quali, il "sistema elettorale dei sindaci", il sistema elettorale spagnolo e una variante peggiorativa delle leggi n.276 e 277 del 4 Agosto 1993 note con il nome di "Legge Mattarella".
Tra queste quella che sembra, realisticamente, avere più chances di andare in porto è una specie di Mattarellum modificato.
Si tratterebbe di un'aberrazione giuridica per la quale il 75% dei seggi verrebbero eletti con un sistema maggioritario uninominale, un altro 15% sarebbe assegnato al partito vincente come premio di maggioranza mentre il restante 10% dei seggi sarebbe riservato come "diritto di tribuna" ma solo ai partiti che superano la soglia del 4%.
Vale la pena di effettuare alcune brevi osservazioni:
1) Questa proposta è finalizzata all'eliminazione del multipartitismo in Italia chiudendo definitivamente una storia iniziata con la fine del regime fascista;
2) Si toglierebbe definitivamente all'elettore la possibilità di scegliere tra più candidati dello stesso partito;
3) Non esiste/non è mai esistito, altrove nel mondo, nessun caso in cui sia stato adottato un sistema elettorale con premio di maggioranza dato che, già di per se, i sistemi elettorali maggioritari tendono a distorcere notevolmente, in termini di seggi, la volontà dell'elettore a favore del/dei partiti più forti e, non a caso, nella "legge Mattarella" era stata prevista una quota del 25% dei seggi da assegnare con metodo proporzionale oltre al meccanismo dello scorporo, meccanismo anch'esso volto a ridimensionare l'effetto maggioritario;
4) Non esiste/non è mai esistito, altrove nel mondo, nessun sistema elettorale che preveda il diritto di tribuna con soglia di sbarramento dato che per la sua natura il "diritto di tribuna" è riservato alle forze minori escluse, altrimenti, da ogni rappresentanza parlamentare.
Questa proposta presenta non uno ma numerosi aspetti, tra i quali lo stravolgimento del principio di rappresentanza, che violano la costituzione italiana.
A questo punto c'è da augurarsi che, per qualche bieco calcolo politico, Grillo e/o Berlusconi facciano affondare tali proposte oppure che, nella malaugurata ipotesi che il parlamento italiano arrivi ad adottare il Renzellum, la Corte Costituzionale gli riservi lo stesso trattamento che ha adoperato per il Porcellum.